“Il buono, il brutto e il cattivo”. 50 anni del capolavoro di S. Leone

“Il buono, il brutto e il cattivo”. 50 anni del capolavoro di S. Leone

“Il buono, il brutto e il cattivo”. 50 anni del capolavoro di S. Leone

Cinquanta sfumature del Leone (Sergio) per altrettante candeline del suo capolavoro made in ‘spaghetti western’. “Il buono, il brutto e il cattivo” festeggia 50 anni vantando quel suo carattere da evergreen che ha attraversato decadi e generazioni d’appartenenza. Sempreverde la locandina, scolpito nell’immaginario collettivo mondiale il trittico che ne governa la parte centrale: il Biondo (Clint Eastwood), il Tuco (Eli Wallach) e Sentenza (Lee Van Cleef). Il film è considerato la massima espressione del genere e l’immagine dei tre protagonisti lascerà ai posteri tracce indelebili di una corrente cinematografica brillante di luce riflessa e irripetibile. Il mito della pellicola deve molto al carisma della locandina, mediante la quale la storia del film ha attraversato confini territoriali e stregato popoli diversi.

“Dietro a ogni grande film c’è sempre un grande cast … dinanzi c’è sempre una grande locandina”

“L’arte è eternatrice della bellezza”. La massima di Ugo Foscolo relativa all’opera letteraria, ben si sposa con il carattere artistico delle locandine: dietro a ogni grande film c’è sempre un grande cast … dinanzi c’è sempre una grande locandina. Lo spettatore, di fronte alla presentazione della pellicola ‘sospesa’ in un fermo immagine, gioca a immaginarsi la storia del film. Se la locandina colpisce la fantasia di chi osserva, l’immaginazione che ne scaturisce ripercorre scene più o meno salienti dell’opera scatenando il desiderio o rievocando il ricordo. I tre volti de “Il buono, il butto e il cattivo” stampati sull’immagine di copertina del film narrano la storia ancor prima che la pellicola proietti le immagini. Potenza della prosa tipografica, talento della carta, potere della stampa locandine!