Rock band: storia dei loghi più celebri...

Rock band: storia dei loghi più celebri...

Rock band: storia dei loghi più celebri...

Un’immagine racconta molto di più di quanto non offra a uno sguardo di primo acchito. Un esempio? Il loghi delle più famose band musicali: un disegno che diventa immagine, che a sua volta diventa icona e che trasmigra nel mito. Il logo è di per se un segno distintivo … che ispira fiducia e “assuefazione”!

Il logo ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale per l’aspetto commerciale di una band. È innanzitutto (ma non sempre) una faccenda privata dei componenti del gruppo: un’immagine che sintetizza la natura dei confini caratteriali dei componenti. Non di rado sono stati proprio i musicisti a ideare, disegnare e rifinire il logo di rappresentanza.

Uno dei riferimenti più celebri nella storia della musica è certamente quello legato ai Queen, il cui logo deve molto alla virtuosa mente visionaria del frontman Freddie Mercury: il cantante realizzò un disegno che raffigurava una fenice (uccello immortale, che rinasce sempre dalle proprie ceneri) sovrastante i segni zodiacali dei quattro membri della band: due leoni, un granchio (segno del cancro) e due fate (segno della vergine) che sostengono una Q (iniziale del nome della band) con una corona posta sulla parte alta.

Non meno prosastica la storia del logo dei Rolling Stones. Il leader del gruppo Mick Jagger - insoddisfatto da quello proposto dall’etichetta discografica - si lasciò stregare dalla matita dallo studente d’arte John Pasche il quale, nel disegnare la celeberrima lingua che rappresenterà per sempre la band, si ispirò a quella della Dea Kalì: perfetta sintesi tra l’irriverenza e l’erotismo che i musicisti intendevano trasmettere durante le loro performances.

Maggiormente sfacciato lo “Smile” dei Nirvana: la faccina ubriaca (magari anche deformata dagli stupefacenti) su cui i biografi risultano più o meno discordanti circa l’origine. La storia più accreditata è che l’idea fosse venuta a Kurt Cobain, ispirato da un logo di un locale di Seattle che “sponsorizzava” lo stile grunge divenuto poi celebre grazie alle interpretazioni della band statunitense.

Sempre realizzati da qualche membro della band, risaltano i loghi realizzati da Anthony Kiedis (cantante) per i Red Hot Chili Peppers e da James Hetfield per i Metallica.

Di tutt’altra natura il logo dei Sex Pistols. Del disegno se ne occupò Jamie Reid, artista della sottocultura punk che tradusse il sound della “rumorosa” band in marchi che hanno fatto epoca: God Save The Queen e Never Mind The Bollocks i più celebri.